In molte malattie ematologiche (leucemie e linfomi soprattutto) il trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche è divenuto la terapia fondamentale, da attuarsi quanto prima per ottenere i migliori risultati. Per poter fare il trapianto è necessaria la disponibilità di un donatore, compatibile da un punto di vista genetico e immunologico, che possa donare le Cellule Staminali Emopoietiche mediante prelievo da midollo osseo o dal sangue periferico.

Il donatore di Cellule Staminali Emopoietiche viene cercato in primo luogo tra i familiari più stretti (un fratello ha il 25% di probabilità di essere compatibile per il trapianto), ma purtroppo solo nel 30 % dei casi risulta che il fratello risulta adeguatamente compatibile. In questi casi la ricerca di un donatore deve necessariamente indirizzarsi verso persone non consanguinee che siano disponibili a donare le Cellule Staminali Emopoietiche e che risultino compatibili ai test genetici che vengono effettuati. Tuttavia la probabilità che un non consanguineo abbia le caratteristiche genetiche per la compatibilità sono molto basse (mediamente 1 su 100.000). Quindi l’obiettivo principale, per poter trovare un donatore compatibile non familiare, è riuscire ad arruolare molti donatori: più persone si sottopongono ai test di tipizzazione (test HLA) necessari per verificare la compatibilità genetica, più probabilità ci sono per un paziente di trovare il donatore compatibile.

I test di tipizzazione sono impegnativi dal punto di vista tecnico e costosi per il Sistema Sanitario e non sarebbero fattibili (anche per problemi di tempo) per ogni singolo paziente: è nata pertanto una trentina d’anni fa l’idea di creare degli archivi nazionali ed internazionali (chiamati Registri) di dati di persone disponibili a donare le Cellule Staminali Emopoietiche e che si sono sottoposte ai test di tipizzazione. Queste persone, tramite il Registro Nazionale al quale sono iscritte, divengono donatori disponibili per i pazienti di tutto il mondo, aumentando così notevolmente la probabilità di trovare il donatore compatibile. È proprio vero che in questo caso l’unione fa la forza.

Attualmente esistono circa 50 Registri in tutto il mondo, con un numero complessivo di iscritti che ormai supera i 25 milioni, un enorme patrimonio di solidarietà che è a disposizione dei malati di tutto il mondo. Questa pertanto è stata, e continua ad essere, la risposta di tante persone ai tanti ammalati (circa il 70% , come detto) affetti da malattie ematologiche letali che non possono giovarsi di un donatore nell’ambito della propria famiglia.

I risultati soddisfacenti ottenuti, in ambito trapiantologico, ricorrendo a donatori non consanguinei ma con caratteristiche genetiche compatibili, hanno portato alla progressiva crescita numerica e qualitativa di questi Registri, che, arruolando via via numeri sempre più elevati di donatori tipizzati per le caratteristiche genetiche HLA, rappresentano oggi delle vere e proprie banche dati che interagendo fra loro, grazie ad una rete di collegamento internazionale, permettono di aumentare la probabilità di trovare un donatore compatibile per ogni paziente in attesa di trapianto.
Anche in Italia, sulla spinta di alcune società medico scientifiche, nel 1989 è nato il Registro Nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo (noto come Italian Bone Marrow Donor Registry –IBMDR) che ha sede a Genova presso l’Ospedale Galliera.
Il Registro Italiano si avvale sul territorio Nazionale di organizzazioni regionali, i Registri Regionali (o Interregionali), che hanno il compito, attraverso una rete capillare di strutture di reclutamento, di arruolare e tipizzare i potenziali donatori di Cellule Staminali Emopoietiche da inserire nel Registro; a livello internazionale il Registro Italiano si interfaccia con gli analoghi Registri Nazionali di molti altri paesi, consentendo così che la ricerca di un donatore per un paziente avvenga a livello mondiale, aumentando significativamente le probabilità di successo della ricerca.

Come si diventa donatore volontario e le procedure per la donazione?

Il donatore deve essere maggiorenne e avere un’età non superiore ai 35 anni. Non deve essere affetto da malattie croniche gravi o trasmissibili col trapianto e in linea generale i suoi requisiti debbono rientrare elle caratteristiche richieste dalla legge trasfusionale.

Viene tipizzato per identificare le caratteristiche genetiche. Questo esame si esegue su una piccola quantità di sangue raccolto con un semplice prelievo venoso. I dati genetici vengono registrati su un archivio informatico e trasferiti, attraverso il registro regionale, a quello nazionale.

Se viene riscontrata una compatibilità a questo “primo livello” con uno dei pazienti in lista di attesa, il donatore è richiamato per ulteriori prelievi di sangue, necessari per approfondite.

Qualora invece risultasse compatibile avrà l’opportunità di donare le cellule staminali prelevate dal midollo osseo, oppure donare le c.s. raccolte in aferesi da sangue periferico, dopo stimolazione con fattore di crescita. In qualsiasi momento il donatore ha diritto di ritirare il suo consenso, rimanendo comunque iscritto sino al compimento del 55esimo anno di età.

I CENTRI ai quali rivolgersi per l’iscrizione al Registro Nazionale dei Donatori sono solitamente ubicati presso i Servizi Trasfusionali degli Ospedali.

Per la provincia di Rovigo potete rivolgervi a:
Medicina Trasfusionale, Ospedale Santa Maria della Misericordia
Viale Tre Martiri, 140
45100 Rovigo
Segreteria: 0425 393407
email: citrasf@azisanrovigo.it

Centro trasfusionale, Ospedale Santa Maria Regina degli Angeli
Piazzale degli Etruschi, 9
45011 Adria RO
Tel: 0426 940321 – 746

Come si dona il midollo osseo?

Il prelievo del midollo osseo viene eseguito generalmente dalle ossa del bacino, e in particolare dalle creste iliache posteriori, mediante aspirazione con apposite siringhe, previa anestesia generale o epidurale.
Il prelievo dura di norma 30-45 minuti e non comporta danni o menomazioni al donatore, come dimostra l’esperienza di molti anni.
Esistono comunque dei rischi possibili legati all’anestesia; questi però sono minimi perché i donatori vengono sottoposti a controlli pre-donazione molto accurati. Il midollo osseo prelevato si ricostituisce in pochi giorni.

Come si diventa donatore di cellule staminali da sangue periferico?

Dal 2005 è possibile anche in Italia donare le cellule staminali da sangue periferico
Poiché il sangue periferico, di norma, non contiene sufficienti quantità di cellule staminali emopoietiche per un trapianto, è necessario, prima del prelievo, incrementare il loro numero. A tal fine viene somministrato al donatore un fattore di crescita chiamato G-CSF che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali e favorirne il passaggio dal midollo osseo nel sangue periferico.
A causa della stimolazione che produce nel midollo osseo, il G-CSF può provocare alcuni disturbi, solitamente di lieve o moderata entità (febbricola o febbre, cefalea, dolori ossei, senso di affaticamento, ben controllabili con comuni antidolorifici). Tali disturbi scompaiono rapidamente alla sospensione del trattamento e non lasciano sequele.
La raccolta di cellule staminali da sangue periferico avviene tramite prelievo venoso da un braccio, mediante aferesi. La procedura ha una durata di 3-4 ore, è ben tollerata e non richiede nessun tipo di anestesia.